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Ritorno al passato: la colchicina

Pubblicato il: 18 febbraio, 2013 | Area: Articoli brevi

J Am Coll Cardiol. 2013;61(4):404-410.
Un dosaggio di colchicina di 0,5 mg/die somministrato in aggiunta alle statine e ad altre terapie standard sembra essere efficace per la prevenzione secondaria di eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia coronarica stabile. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott. Stefan M. Nidorf ed i suoi colleghi che si sono proposti l’obiettivo di determinare se la colchicina 0,5 mg/giorno può ridurre il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia coronarica clinicamente stabile. In questo studio prospettico, randomizzato, in cieco sono stati inclusi 532 pazienti con malattia coronarica stabile in terapia con aspirina e/o clopidogrel (93%) e con statine (95%). I pazienti sono stati randomizzati a colchicina 0,5 mg/die o placebo. Tutti i pazienti sono stati seguiti per un follow up medio di 3 anni. L’end point primario era l’incidenza dell’outcome composito di sindrome coronarica acuta, arresto cardiaco extraospedaliero o ictus ischemico non cardioembolico. Dai dati ottenuti è emerso che l’outcome si è verificato in 15 dei 282 pazienti (5,3%) che hanno ricevuto colchicina e 40 su 250 pazienti (16.0%) non assegnati a colchicina (hazard ratio: 0,33; intervallo di confidenza al 95% [CI],18-0,59, p<0,001).

In un’analisi secondaria con esclusione di 32 pazienti (11%) assegnati alla colchicina che si sono ritirati entro 30 giorni a causa di intolleranza intestinale e altri 7 pazienti (2%) che non hanno iniziato il trattamento, l’outcome primario si è verificato in 4,5% contro il 16,0% (hazard ratio: 0,29, IC 95%: 0,15-0,56, p<0,001).

 

Potenza dell’infiammazione? In ogni caso la colchicina non è affatto bollita e …nemmeno gotta!

Enzo Pirrotta